Prompt sobri: usare l’IA come ai tempi del modem

Chi ha vissuto gli albori del web se lo ricorda bene: si scriveva la mail con calma, offline, magari in un file di testo; poi si accendeva il modem, si incollava il testo, si inviava, e si staccava subito. Ogni minuto di connessione costava, e quindi si arrivava online già pronti, con le idee chiare.

Ha senso, oggi, recuperare quella disciplina con l’intelligenza artificiale? Dopo aver scritto del maxi impatto ambientale dell’AI, la domanda mi sembra inevitabile: se il problema è culturale prima che tecnologico, cosa possiamo fare noi, concretamente, ogni giorno, in classe e fuori?

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Il maxi impatto ambientale dell’AI

Non può essere minimizzato l’allarme sulla sostenibilità ambientale dell’AI ma la scuola è l’unico vero spazio dove può nascere una cultura etica dell’AI.

Non può essere minimizzato l’allarme sulla sostenibilità ambientale dell’AI; su questo invito a riprendere il chiarissimo ed esauriente articolo di L. Bignami:

https://www.editorialedomani.it/ambiente/perche-impatto-ambientale-intelligenza-artificiale-scomparira-spazio-

Quindi è vero: i data center consumano enormi quantità di energia e risorse idriche, e la proposta futuristica di trasferire i server nello spazio non è che un palliativo che sposta il problema senza affrontarlo davvero. Sposta il problema invece di risolverlo, perché la vera questione è culturale, non tecnologica. E questo è il punto. Leggi tutto “Il maxi impatto ambientale dell’AI”