Svuotamento delle TIC tradizionali
Moltissimi i dibattiti e i corsi sull’AI (con attinenza alla didattica o meno). D’altronde, l’avvento dell’AI può essere paragonato a quello di Internet: è un paradigma apparentemente incontrovertibile, con impatti enormi (non ancora esaustivamente descritti) sulla società e quindi anche sul mondo educativo. Leggi tutto “Svuotamento delle TIC tradizionali”
A personal AI for better learning: can AI be a study companion?
New AI platforms integrated into school accounts, such as Google Gemini or NoteBookLM, are opening up exciting possibilities for personalized learning. Students using Google Workspace for Education can now “train” their own personal AI with study materials, teachers’ shared documents, notes, and personal reflections. Leggi tutto “A personal AI for better learning: can AI be a study companion?”
Storytelling a scuola
La narrazione è una delle attività più antiche dell’uomo e, ancora oggi, una delle più potenti. Raccontare storie non è solo un atto artistico o linguistico, ma un modo naturale per comprendere, interpretare e rielaborare i contenuti. Nelle discipline umanistiche la narrazione è da sempre una pratica tipica – si pensi al racconto storico, al testo letterario, alla biografia – ma può e dovrebbe diventare anche una metodologia trasversale, capace di rendere l’apprendimento più significativo e coinvolgente in ogni ambito del sapere.
Fare storytelling a scuola significa trasformare i contenuti in esperienze, aiutando gli studenti a comprendere concetti complessi attraverso la costruzione di storie. È un processo che unisce comprensione, interpretazione e produzione, stimolando allo stesso tempo la creatività e il pensiero critico. In questo senso, lo storytelling non è un’aggiunta, ma un modo alternativo e profondo di fare didattica.
Non è un caso che il linguaggio dominante oggi, ad es. quello dei social media e della pubblicità, sia proprio quello narrativo: un linguaggio sintetico, visivo e immediato, che costruisce senso attraverso emozioni e immagini. Anche i brand più noti comunicano attraverso storie: non vendono prodotti, ma valori, esperienze e identità.
Eppure, nelle scuole secondarie – dove la spinta alla riflessione e alla rielaborazione dovrebbe essere più forte – lo storytelling è ancora poco praticato, forse perché percepito come “non curricolare”, o perché richiede tempi lunghi e strumenti nuovi. Ma oggi le tecnologie digitali permettono di narrare in modo accessibile, creativo e multimediale: con video, immagini, fumetti, podcast, e-book e molto altro.
A gloria del mantra della narrazione, ecco dunque una carrellata di app e piattaforme utili per riportare la narrazione al centro della didattica.

Reintrodurre la narrazione nella scuola significa educare sia alla comprensione profonda che alla creatività, vuole dire promuovere una comunicazione empatica, in ultima analisi trasformare ogni disciplina in un racconto che vale la pena ascoltare, capire e, soprattutto, continuare a scrivere.
La linea del Ministero sull’IA a scuola: sicurezza dei dati, diritti e uso consapevole
Il Ministero ha pubblicato, con il Decreto 166/2025, le prime Linee Guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle Istituzioni Scolastiche, che definiscono un quadro di riferimento mandato-responsabile per l’utilizzo dell’IA nel mondo della scuola. 
Nel documento emergono tre assi centrali:
1. Tutela della privacy e dei dati personali
Le linee guida pongono l’accento sulla protezione dei dati degli studenti e sul rispetto della normativa europea e nazionale in materia, tra cui il Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) e il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR).  Le scuole sono classificate come “deployer” di sistemi IA: questo significa che assumono responsabilità attive nella scelta, nell’uso e nel controllo degli strumenti. 
2. Uso etico e trasparente dell’IA
Il Ministero sottolinea che l’IA deve essere al servizio della persona e non sostituirsi a processi decisionali fondamentali senza supervisione umana.  È vietato l’uso di sistemi di IA che effettuino profilazioni automatiche o analisi emozionali degli alunni senza adeguate garanzie. 
3. Integrazione nell’organizzazione e nella didattica scolastica, con formazione dedicata
Le linee guida richiedono che le scuole non solo adottino tecnologie IA, ma che attivino anche processi di formazione del personale, valutazione di impatto (“impact assessment”) e pianificazione dell’uso. Il documento diventa un riferimento anche per il aggiornamento del documento di offerta formativa (PTOF), che deve includere in modo coerente le scelte sull’IA.
Che cosa cambia concretamente per le scuole? Le istituzioni scolastiche devono valutare i rischi connessi all’adozione di sistemi IA, prima di attivarli;
devono garantire che gli studenti e le famiglie siano informati dell’uso di IA e abbiano modo di esercitare diritti di opposizione/consenso rispetto all’uso dei loro dati;
le scelte sull’IA devono essere inserite nei documenti strategici della scuola (es. PTOF, RAV, circolare del 30/10/2025) e non possono essere trattate come optional;
formazione del personale docente e dirigenziale, e monitoraggio dell’efficacia degli strumenti IA in uso diventano obblighi impliciti.
Un equilibrio da trovare: didattica e sicurezza
Anche se le linee guida aprono alla tecnologia, la forte enfasi posta sulla sicurezza, governance e diritti fa capire che il Ministero considera l’IA prima di tutto come un problema, cioè una questione da disciplinare e organizzare, più che una ulteriore risorsa didattica.
iPad, strumento davvero accessibile
Durante una recente esperienza formativa in un villaggio del Madagascar, caratterizzato da un livello di alfabetizzazione pressoché nullo, ho avuto l’opportunità di sperimentare l’uso dell’iPad in contesto educativo e di riflettere su alcune tematiche centrali del dibattito pedagogico attuale, quali la valutazione e la metodologia. Leggi tutto “iPad, strumento davvero accessibile”
La scuola possibile
La scuola possibile, Fara Ed. 2025, opera vincitrice del Narrapoetando 2025.
A metà tra il diario e il saggio, il doppio racconto della scuola di Summerhill e l’esperienza di studente del’autore, all’interno di un interessante progetto sperimentale.

Valencia 2025: imparare giocando, sul serio
Dal 30 giugno al 5 luglio ho partecipato a Valencia a un corso dedicato a Gamification e Game-Based Learning. Un’occasione preziosa per capire come il gioco, se progettato con attenzione, possa diventare un potente motore di apprendimento. Leggi tutto “Valencia 2025: imparare giocando, sul serio”
Utilizzare l’AI per potenziare alcuni processi di apprendimento: proposte concrete per l’Educational
Nel panorama educativo contemporaneo, l’Intelligenza Artificiale (AI) rappresenta un passaggio evolutivo senza precedenti.
Mentre il dibattito si concentra spesso sui principi fondamentali, sulle opportunità e sui rischi, è fondamentale passare dalla teoria alla pratica con proposte concrete per l’uso dell’AI nelle scuole, perché altrimenti la “proposta” si limita alla censura o non censura, il che è obiettivamente riduttivo oltre confuso.
Le TIC, come noi le abbiamo sempre intese, rimangono strumenti per: 1) cercare, 2) selezionare-organizzare e 3) produrre contenuti. Vediamo su ciascuno di questi punti di dire qualcosa.
- alzare il livello della ricerca (a patto di imparare a vagliare le fonti).
Uno dei modi più significativi in cui l’AI può trasformare l’educazione è migliorando la ricerca. Gli studenti possono accedere a informazioni più accurate e approfondite, grazie alla capacità dell’AI di analizzare grandi quantità di dati e identificare fonti affidabili. È essenziale, però, insegnare agli studenti a verificare l’affidabilità delle informazioni, educandoli così a diventare consumatori consapevoli di contenuti digitali.
- la selezione è agevolata da processi compensativi di “semplificazione”
Per selezionare e organizzare le informazioni raccolte, l’AI può offrire suggerimenti preziosi. Gli studenti possono beneficiare di strumenti che semplificano la comprensione dei concetti complessi e che suggeriscono metodi logici per organizzare le loro idee in una presentazione chiara e coerente. Questo non solo facilita la comprensione, ma sviluppa anche competenze essenziali di sintesi e organizzazione delle informazioni.
- produzione e creare (condivisione, ecc.): evitiamo l’AI
L’aspetto più controverso dell’uso dell’AI è la sua integrazione nella produzione di contenuti educativi. Mentre le piattaforme didattiche la utilizzano per automatizzare e accelerare i processi di creazione, c’è il rischio di compromettere la genuinità del processo creativo degli studenti. A scuola, dovremmo concentrarci su metodologie che incoraggiano la pianificazione manuale e la gestione progettuale, senza dipendere esclusivamente dall’AI. L’obiettivo è educare gli studenti a sviluppare idee originali e innovative, mentre l’uso dell’AI può essere incentivato per ottimizzare processi complessi e ripetitivi. Quindi, per produrre, assolutamente sì alla tecnologia ma no all’AI; quindi, di conseguenza, la tecnologia digitale tradizionale (da quando c’è l’AI, c’è evidentemente una tecnologia digitale tradizionale) va usata a scuola, altrimenti il ricorso all’AI è probabile.
Casa e scuola, ribadiamo questo punto.
Per massimizzare l’efficacia dell’apprendimento, proponiamo un approccio bilanciato tra casa e scuola. Le attività che richiedono applicazione pratica e sperimentazione dovrebbero essere svolte in classe, sotto la guida degli insegnanti. A casa, invece, gli studenti possono concentrarsi su letture approfondite, ricerca autonoma e preparazione per le lezioni future. Questo modello non solo massimizza l’uso del tempo scolastico, ma incoraggia anche la responsabilità individuale nello studio e nell’apprendimento continuo.
In conclusione, l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nelle pratiche educative offre vantaggi significativi, ma richiede un approccio oculato e bilanciato. Educatori e istituzioni devono guidare gli studenti attraverso un’evoluzione educativa che integri l’AI in modo responsabile, preparandoli per un futuro digitale senza compromettere l’essenza stessa dell’apprendimento umano.