Durante una recente esperienza formativa in un villaggio del Madagascar, caratterizzato da un livello di alfabetizzazione pressoché nullo, ho avuto l’opportunità di sperimentare l’uso dell’iPad in contesto educativo e di riflettere su alcune tematiche centrali del dibattito pedagogico attuale, quali la valutazione e la metodologia.
Il progetto, della durata complessiva di dieci ore, non consente al momento valutazioni di tipo strutturale. Tuttavia, un’intervista preliminare agli studenti ha permesso di rilevare la presenza di un metodo di apprendimento esclusivamente individuale, fondato su ascolto e lettura, con tassi di insuccesso scolastico particolarmente elevati.
Sul piano tecnologico, l’esperienza ha confermato l’efficacia dell’iPad quale strumento didattico al tempo stesso avanzato e “primordiale”: semplice, intuitivo e realmente accessibile anche in contesti privi di precedenti esperienze digitali. Nel corso delle attività, gli studenti hanno acquisito correttamente le competenze di base per l’utilizzo del dispositivo, organizzando e realizzando una presentazione su sé stessi e sulla comunità online in cui vivono, a cui si sentono legati. L’esperienza si è conclusa con la produzione di un breve filmato.
Le attività si sono svolte prevalentemente in coppia, con il supporto di un interprete, e in parte in modalità outdoor. Questo approccio ha consentito ai partecipanti di scoprire il valore della multimedialità come strumento espressivo e di condivisione. Gli obiettivi a breve termine sono stati pienamente raggiunti, ponendo le basi per ulteriori sviluppi formativi.
Insomma, iPad, testato in un villaggio del terzo mondo, con ragazzi non alfabetizzati, si è rivelato uno strumento davvero accessibile.